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Università Classe Nome del corso di laurea Facoltà di riferimento del corso http://www.upta.unina.it Obiettivi formativi qualificanti della classe
I laureati nei corsi di laurea della classe devono: • possedere le conoscenze di base (teoriche, metodologiche e tecnico-strumentali) per l'analisi dei processi di trasformazione della città, del territorio, del paesaggio e dell'ambiente; • sviluppare un'adeguata capacità interpretativa delle strutture insediative, paesistiche ed ambientali nei loro processi evolutivi, sotto l'aspetto economico, sociale e fisico; • possedere le conoscenze di base relative alla pianificazione e progettazione urbanistica, territoriale, paesaggistica e ambientale, ed alle politiche di governo del territorio; • essere in grado di analizzare il processo di formazione di politiche, programmi e progetti complessi; • possedere le conoscenze di base per valutare le conseguenze esercitate da azioni di governo del territorio sotto l'aspetto insediativo, ambientale, paesaggistico, sociale ed economico; • acquisire la capacità di trattamento dell'informazione territoriale e ambientale mediante le nuove tecnologie informatiche; • essere capaci di comunicare efficacemente, in forma scritta e orale, in almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano. I laureati della classe avranno una formazione adeguata, dai punti di vista teorico, critico-interpretativo e metodologico, per l'accesso alle lauree magistrali, in termini di acquisizione delle conoscenze fondamentali negli ambiti dell'analisi e della pianificazione urbana, territoriale, paesaggistica e ambientale, e della costruzione e attuazione di programmi e politiche e della loro valutazione. I principali sbocchi occupazionali previsti dai corsi di laurea della classe sono: - attività di analisi delle strutture urbane, territoriali e ambientali anche con l'uso delle nuove tecnologie, concorrendo e collaborando all'elaborazione di atti di pianificazione, programmazione, gestione e valutazione, contribuendo alla definizione di strategie di amministrazioni, istituzioni e imprese con riferimento al recupero, valorizzazione e trasformazione della città, del territorio e dell'ambiente. Gli ambiti di riferimento potranno essere la libera professione, nonché le attività presso istituzioni ed enti pubblici e privati operanti per la trasformazione ed il governo della città, del territorio e dell'ambiente. Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo ::Obiettivi:: Il corso di laurea in Urbanistica Paesaggio Territorio e Ambiente (Upta) punta a formare un tecnico intermedio in grado di comprendere le dinamiche urbane e territoriali e di collaborare alla redazione di piani, programmi, progetti e politiche per il controllo e la trasformazione del territorio e del paesaggio. Il corso di studi propone una formazione che permetta allo studente diverse scelte successive. Innanzitutto, l'accesso diretto al mondo del lavoro, con ruoli di collaboratore. In seconda istanza, la possibilità di proseguire il proprio percorso formativo (anche in tempi successivi) nei campi della progettazione urbanistica, della pianificazione territoriale (in senso lato), della messa in opera di politiche urbane e/o integrate e della progettazione del paesaggio. Il percorso formativo punta, quindi, a formare un laureato che possegga la capacità professionale di svolgere le principali operazioni tecniche in uso nel campo della pianificazione urbanistica, territoriale, paesaggistica e ambientale (per quanto riguarda la redazione di strumenti e la gestione e valutazione degli stessi) e che possa, pertanto, proporsi sul mercato del lavoro come operatore in grado di lavorare per la pubblica amministrazione, per agenzie ad hoc o per soggetti privati, nell'ambito di processi tradizionali o innovativi di governo del territorio. In particolare, il profilo di uscita è quello di un tecnico in grado di comprendere la complessità dei processi in cui è immersa la sua pratica professionale e di "fare-utilizzare-gestire" compiutamente e in modo “intelligente” prodotti e segmenti in cui quegli stessi processi si articolano. Nei tre anni vengono pertanto miscelati “pacchetti” relativi al saper-fare, al sapere e al saper essere, inteso quest'ultimo come capacità del laureato di muoversi entro un campo (ampio) di abilità e saperi, per accedere a eventuali percorsi successivi di formazione e auto-formazione continua, e come capacità di navigare fra temi e problemi di sfondo, in modo da aiutare il laureato a essere – e a presentarsi come – un tecnico junior responsabile e autonomo. ::Descrizione del percorso:: Il percorso formativo proposto si fonda sull'alternanza di periodi prevalentemente dedicati alle attività pratiche con periodi dedicati soprattutto alla acquisizione di conoscenze di base o proprie dei campi disciplinari coinvolti, e tende -- ove possibile -- a ribaltare la relazione tradizionale tra "fondamenti" disciplinari e abilità pratiche. La sequenza dei moduli e il peso attribuito alle attività di "laboratorio" riflette una impostazione che attribuisce un forte valore all’apprendimento-in-pratica. Vengono dunque costruite numerose occasioni di contatto diretto dello studente con le pratiche proprie dell'insieme di "mestieri" nei quali oggi si articola l'attività di un planner. A queste pratiche sono poi variamente "agganciati" gli insegnamenti a più forte contenuto teorico, che quindi non sempre precedono le "applicazioni". L'offerta formativa comprende discipline di base indispensabili per affrontare lo studio dei processi urbani e territoriali e una scelta di discipline caratterizzanti. Fra queste ultime, sono state privilegiate quelle che illustrano: (a) teorie, metodi e tecniche utili per l'analisi delle forme fisiche e delle relazioni funzionali che caratterizzano i contesti fisici, insediativi, ambientali, sociali ed economici; (b) concetti e metodi propri della pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale e della progettazione urbanistica e del paesaggio; (c) concetti e metodi relativi alla valutazione degli effetti di azioni di pianificazione/progettazione sui contesti in trasformazione. Il percorso comprende inoltre attività didattiche tese ad assicurare al laureato adeguate capacità comunicative (in particolare: la capacità di elaborare testi professionali, di usare in modo efficace almeno una lingua straniera, di utilizzare correntemente gli strumenti informatici di base necessari per lo scambio di informazioni generali) e abilità nell'uso degli strumenti informatici più diffusi nello specifico ambito lavorativo individuato (in particolare: manipolazione di cartografia tematica e di banche dati, competenze nel campo dei sistemi informativi territoriali). Lo studente del primo anno viene accolto con un pacchetto inziale di "orientamento", che mira ad accertare/omogeneizzare i profili di ingresso e a introdurre gli iscritti al nuovo campo di studi, e successivamente viene accompagnato nelle attività di un primo laboratorio, dedicato a una situazione urbana reale, da osservare-studiare sul campo. Nel suo insieme, lo step inziale è centrato sull'apprendimento di metodi elementari per riconoscere le componenti di un problema complesso, analizzarle e restituirle nelle loro interrelazioni a differenti interlocutori. Particolare attenzione è rivolta anche all’apprendimento del lavoro di gruppo. Lo studente, infine, è invitato fino dal primo momento a confrontarsi con gli aspetti comunicativi della professione: a tener conto, cioè, del fatto che la maggior parte degli elaborati tecnici (scritti e/o disegnati) che progressivamente imparerà a redigere è rivolta a pubblici diversi (decisori, attori economici, utenti finali, altri tecnici), che vanno di volta in volta individuati. Il primo anno si completa poi con l'apprendimento di linguaggi di base e di nozioni essenziali delle discipline che studiano la città. La sequenza sviluppata nel secondo anno è invece di tipo tradizionale: si parte dai corsi dedicati ai saperi necessari per analizzare e trarre diagnosi sullo stato di uno spazio fisico e della società in esso insediata, per passare successivamente alle attività di laboratorio, dedicate ora appunto alla descrizione tecnicamente pertinente di un contesto urbano. Al terzo anno, i corsi di tipo teorico si riferiscono invece essenzialmente ai temi di fondo delle politiche urbane e territoriali e ai problemi propri di contesti regionali e del paesaggio (anche rurale) nonché agli aspetti valutativi. Vengono quindi introdotte conoscenze di sfondo e metodi o tecniche specifici, utili per la pratica professionale. Il percorso si conclude poi con uno step di nuovo orientato al saper-fare, articolato in un periodo di stage (svolto tendenzialmente presso enti locali e agenzie ad hoc) e nel lavoro finale di un laboratorio di tipo pre-progettuale, di cui dare conto anche nella prova finale. In conclusione, al termine del percorso abbozzato sopra, il laureato è in grado di collaborare in modo maturo alle attività svolte da amministrazioni pubbliche, da professionisti senior e/o da altri soggetti interessati al governo e alla trasformazione del territorio. Le conoscenze e le competenze acquisite gli consentono, infatti, di comprendere il senso complessivo dei processi - anche per le parti che non sono di sua specifica competenza - e di interloquire con i diversi soggetti che intervengono nel corso del processo stesso. In particolare, le conoscenze di tipo giuridico, sociologico e politologico gli permettono di collaborare attivamente al processo decisionale entro il quale vengono elaborati piani, programmi o progetti specifici, mentre le competenze di tipo architettonico, ingegneristico, ecologico ed economico gli permettono di interloquire con consulenti ed esperti di vario tipo, che cooperano nella elaborazione di particolari prodotti tecnici (piani, programmi, progetti, studi di fattibilità...). D'altra parte, il laureato dispone di un proprio specifico saper-fare e può quindi essere incaricato di svolgere in modo autonomo alcuni, precisi, compiti nell'ambito del processo. In particolare, il laureato Upta saprà svolgere indagini e analisi quantitative e qualitative sugli aspetti fisici e socio-economici degli ambiti territoriali interessati; saprà organizzarne i risultati in carte tematiche o in sistemi informativi; saprà curare momenti di interazione tra decisori, attori privati e/o destinatari finali (organizzare/gestire tavoli di concertazione, processi di progettazione partecipata, campagne di informazione o ascolto, attività di sportello, redazione di bandi, etc.) eventualmente elaborando o utilizzando prodotti ad hoc (simulazioni dello stato finale da raggiungere, siti web, sistemi informativi anche user-friendly, etc.); saprà svolgere singole fasi dei processi di monitoraggio e valutazione sempre più diffusi soprattutto (ma non solo) nell’ambito di programmi europei; saprà curare la comunicazione pubblica di piani e programmi, anche fornendo contenuti e/o elaborati ad hoc ad eventuali uffici/soggetti a ciò preposti. Se lo desidera, infine, il laureato potrà successivamente accrescere le sue conoscenze e competenze in alcuni dei campi citati, attraverso momenti di auto-formazione o attraverso altri percorsi formativi (master o laurea magistrale), per aspirare a ricoprire non più ruoli da collaboratore propri del tecnico junior, ma ruoli di organizzazione-direzione dei processi. Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei del titolo di studio
Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Come anticipato nella descrizione generale del percorso, un semestre per ogni anno è dedicato in prevalenza alla acquisizione di conoscenze e capacità di comprendere il funzionamento di singoli contesti urbani e territoriali. In particolare: - nel primo anno, l'attenzione è concentrata sui linguaggi di base (calcolo e rappresentazione) e sui diversi modi di concettualizzare/studiare la città (conoscenze di tipo geografico, sociologico, storico e urbanistiche) - nel secondo anno, l'attenzione è rivolta al territorio come spazio fisico (conoscenze di tipo architettonico, paesaggistico, ecologico, geologico, agronomico) e come spazio sociale (conoscenze nei campi della economia e del diritto) - nel terzo anno, l'attenzione è rivolta agli aspetti dinamici del territorio (riconoscere tracce e individuare traiettorie di trasformazione) e alla necessità di comprendere/selezionare/ordinare preferenze e scenari di possibile trasformazione (conoscenze nei campi delle politiche territoriali, della valutazione, dei sistemi di supporto alla decisione). Il percorso comune così delineato può poi essere, almeno in parte, approfondito/personalizzato dal singolo studente, attraverso un uso mirato dei crediti liberi. Attingendo a moduli e corsi offerti dallo stesso corso di laurea o anche da altri corsi di laurea della facoltà di architettura o di altre facoltà. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Alla capacità di utilizzare praticamente le conoscenze acquisite sono dedicati fondamentalmente i "laboratori" previsti per i singoli anni. Come anticipato nella descrizione generale, si tratta di laboratori che si intrecciano in modi diversi, secondo gli anni, con le parti dedicate prevalentemente alla acquisizione di conoscenze. Al primo anno, il "laboratorio di impostazione" è finalizzato soprattutto ad affrontare la complessità dei problemi urbani e territoriali. Intorno al caso scelto, confluiscono quindi moduli di tipo urbanistico (analizzare il territorio), di analisi delle politiche (comprendere il processo decisionale, identificare stakeholder e poste in gioco), e di rappresentazione-comunicazione (produrre un dossier di tipo "istruttoria" sul caso studiato). Al secondo anno, nel "laboratorio di descrizione", viene invece simulata la parte iniziale della elaborazione di un prodotto tecnico di pianificazione, accompagnando lo studente nella produzione di carte tematiche e di altri elaborati analitici relativi al territorio-come-manufatto e alla società che vi è insediata. Al terzo anno, il "laboratorio di sintesi" punta alla produzione di un elaborato pre-progettuale, guidando lo studente a misurarsi praticamente con i temi della trasformazione, e quindi del piano/progetto urbanistico e di paesaggio, con i relativi aspetti tecnico-gestionali e con i problemi di fattibilità e di governance. Alla capacità di applicare conoscenze e comprensione è poi rivolta l'attività di stage pre-laurea, che mira a immettere lo studente dell'ultimo anno in un ambiente di lavoro _vero_;, dove mettere in pratica -- al di fuori delle _simulazioni didattiche_ consentite dalle attività di laboratorio -- una singola parte delle abilità già acquisite. Infine, il percorso formativo prevede singoli segmenti "applicativi" per tutti gli insegnamenti che necessitano, per essere efficaci, di un apprendimento-in-pratica, e in particolare per l'uso dei sistemi informativi territoriali. Autonomia di giudizio (making judgements) Come anticipato, il percorso formativo mira a produrre un laureato che sia in grado di comprendere il senso e i problemi dell'intero processo nel quale è inserito il suo contributo tecnico-professionale da "collaboratore", anche se - in quanto "pianificatore juinior" - il laureato stesso non può essere responsabile del processo nel suo insieme. Lo sviluppo di capacità autonome di giudizio è legata alle conoscenze fornite da alcuni specifici corsi (soprattutto quelli riferibili al campo del diritto, delle scienze politiche, della storia e della pianificazione territoriale), ma percorre in generale l'intero percorso formativo, fino dall'ingresso. Quel che si chiede allo studente fino dal primo laboratorio è, infatti, sostanzialmente di sviluppare una capacità, via via più raffinata, di ricostruire-valutare-affrontare situazioni complesse. Inizialmente, anche facendo appello a una conoscenza di tipo esperienziale, successivamente facendo entrare in gioco le conoscenze di base e tecniche e le competenze progressivamente acquisite. Il momento nel quale il laureando dovrà poi mostrare compiutamente le capacità di giudizio autonomo sarà, evidentemente, la prova finale. Abilità comunicative (communication skills) Alle abilità comunicative il corso dedica particolare attenzione fino dal primo anno. Nel pacchetto iniziale, di "orientamento" è infatti previsto un modulo esplicitamente dedicato alla capacità espressiva e alle possibilità di rappresentazione grafica (della realtà ma anche dei problemi), fondato sull'idea che nei diversi "mestieri" dell'urbanista-planner ha acquistato una importanza crescente la capacità di comunicare con pubblici diversi: composti di specialisti (altri tecnici, decisori, esperti di vario tipo) e di non specialisti (dagli abitanti agli attori economici). Il tema torna poi soprattutto nei tre laboratori già citati e nel corso dedicato ai sistemi informativi, dove viene sviluppata volutamente una parte rivolta alla produzione di sistemi informativi _user-friendly_ (webgis, gis per la partecipazione). Capacità di apprendimento (learning skills) Anche a questa capacità è rivolta una particolare cura lungo l'intero percorso progettato. Fino dall'ingresso, si punta infatti a presentare un ampio spettro di possibili interpretazioni del "mestiere", spingendo lo studente a misurarsi con la sfida di una professione molto ricca e articolata, che si è trasformata nel tempo (e continua a trasformarsi), dentro la quale dovrà collocarsi scegliendo autonomamente di sviluppare (dentro la scuola ma anche fuori di essa) alcune particolari conoscenze e competenze. I successivi segmenti formativi sviluppano poi singoli approcci e aspetti della professionalità dell'urbanista-planner, riservando sempre uno spazio adeguato alla illustrazione di dibattiti e temi di sfondo (che lo studente può eventualmente approfondire in altri momenti, anche successivi, di formazione o auto-formazione) oltre che alla acquisizione di vari saper-fare, utilizzabili invece immediatamente dopo la laurea. Nella scelta di crediti opzionali, stage e lavoro da svolgere per la prova finale, infine, lo studente viene in parte guidato in parte invitato a utilizzare le sue proprie capacità di giudizio, iniziando a compiere subito alcune scelte fra diverse strade possibili: alcune presenti anche nell'ambito del corso di laurea stesso, altre legate a percorsi che eventualmente potrà intraprendere dopo la laurea. Conoscenze richieste per l'accesso
In relazione alle probabilità di seguire il percorso formativo nei tempi previsti e con successo, si ritiene preferibile che, in ingresso, lo studente abbia una discreta cultura generale (anche nel campo della "educazione civica"); una certa capacità di esprimersi e comunicare in forma orale e scritta e - preferibilmente - almeno qualche competenza/conoscenza nel campo della rappresentazione; una sufficiente conoscenza di base di nozioni matematiche e una dimestichezza, anche solamente empirica, con l'uso del computer. L'accertamento del grado di possesso di questi pre-requisiti avviene nell'ambito del percorso formativo stesso, che inizia infatti con un "pacchetto di ingresso". Si tratta di piccoli "corsi zero" (per un totale di 6-10 cfu) destinati appunto a: - sondare il profilo di ingresso degli studenti - omogeneizzare conoscenze e competenze della classe - segnalare ai singoli allievi eventuali lacune pregresse da colmare - introdurre lo studente al nuovo campo di studi - evidenziare il ruolo ricoperto da quelle conoscenze e competenze nel percorso formativo. Per quanto riguarda invece la eventuale necessità di selezionare quantitativamente gli studenti (trattandosi di un corso di laurea a programmazione locale), si punta a "sganciarsi" definitivamente dal tradizionale test di ingresso (obbligatorio per i corsi di laurea in architettura con riconoscimento europeo) e a utilizzare colloqui di tipo motivazionale. Caratteristiche della prova finale
Per la prova finale lo studente dovrà elaborare un prodotto che dia conto delle attività svolte nel laboratorio del terzo anno e nello stage, integrando i risultati già raggiunti in quelle sedi con approfondimenti su uno o più aspetti di una tematica a sua scelta. Sia nella scelta dei temi da approfondire nella prova che nella messa a punto del prodotto (tecnico), il laureando viene seguito da un docente. Sbocchi occupazionali previsti per i laureati
In generale, il laureato Upta potrà esercitare la libera professione come pianificatore junior iscritto all'albo degli architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori (fascia b), o essere occupato come dipendente in uffici pubblici o aziende private dove siano richieste le sue competenze, in qualità di collaboratore. Non tutte le possibilità sono rintracciabili nell'elenco Istat, dal quale si indicano pertanto due voci molto generali. Altri possibili ruoli, soprattutto in riferimento alla possibilità di lavorare in specifici uffici o servizi nell'ambito della pubblica amministrazione (ma non solo), riguardano le competenze professionali in materia di: - indagini e analisi territoriali, cartografia tematica, gis, webgis, pp-gis (in grande sviluppo nell'ambito di uffici tecnici o uffici di piano di enti locali, Regioni o agenzie di sviluppo, ma anche in grandi studi professionali o strutture tecniche e di servizio anche private) - cura/facilitazione di procedure di concertazione e partecipazione; montaggio e valutatazione di piani e programmi integrati (idem) - comunicazione pubblica di politiche territoriali (e quindi operatore di urban center, laboratori territoriali, sportelli ad hoc, eccetera, gestiti da istituzioni pubbliche o da operatori privati). Il corso prepara alle professioni di
Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni
Il giorno 14 gennaio 2008 alle ore 14,00, presso la Sala Consiglio del Polo delle Scienze e delle Tecnologie sita presso i Centri Comuni del Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo, regolarmente convocata con nota prot. 108391 del 20/12/2007, si è tenuta la riunione del Comitato di Indirizzo dei Corsi di Studio del Polo delle Scienze e delle Tecnologie presieduta dal Presidente del Polo e con l'intervento dei Presidi delle Facoltà di Architettura e Scienze MM.FF.NN. Si apre la discussione durante la quale intervengono l'arch. Ugo Carughi Coordinatore della Sopraintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, il dr. Vincenzo Cuomo e il dr. Dario Scalella - Presidente dell'API (Associazione piccole imprese) e membro del CdA del Consorzio Eubeo, sui nuovi corsi di Laurea triennale e Laurea magistrale proposti dalle Facoltà di Architettura e Scienze MM.FF.NN..Il Comitato di Indirizzo del Polo delle Scienze e delle Tecnologie, avendo presa visione della documentazione contenente le indicazioni relative agli obiettivi formativi e le attività di formazione di base e caratterizzanti dei singoli corsi e alla luce delle motivazioni ampiamente condivise per ciascuno dei corsi di laurea proposti esprime unanime, parere favorevole sui corsi di Laurea e Laurea magistrale proposti dalle Facoltà di Architettura e Scienze MM.FF.NN.
Massimo numero di crediti riconoscibili (DM 16/3/2007 Art 4) 60
(Crediti riconoscibili sulla base di conoscenze e abilità professionali certificate individualmente, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione l'università abbia concorso)
Docenti di riferimento
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